venerdì 18 agosto 2017

Need for Speed : La voce fuori dal coro

                       
In questi anni Fast & Furious è diventata la serie di film cult per quanto concerne le corse di auto clandestine, anche se per mio parere personale a partire dal terzo film si è andati in contro ad una deriva alquanto discutibile che ha messo in secondo piano uno degli aspetti fondamentali che un appassionato di quattro ruote vuole, e cioè proprio le auto.
Per questo motivo mi sono guardato un pò a torno e con non poco timore ho provato a vedere l'adattamento cinematografico della saga di Need for Speed. Una serie storica del mondo dei videogiochi, quindi qualcosa che andrebbe trattato con il dovuto rispetto e che ha un posto speciale nel mio cuore essendo stato Need for Speed III : Hot Pursuit il primo gioco su cui abbia mai messo mano ( e da li viene il mio malsano amore per le Lamborghini Countach e Diablo SV).

Conscio dei tanti orrori cinematografici che sono derivati da film tratti da videogiochi ho osato guardarlo con tanto timore e, miracolosamente, non sono rimasto per nulla deluso. Sarò matto da legare visti i tanti pareri negativi che sono stati dati sul film, ma non solo mi è piaciuto, mi ha addirittura esaltato.

Diretto da Scott Waugh e interpretato tra gli altri da Aaron Paul (si, proprio il Jesse Pinkman di Breaking Bad), il film narra la vicenda fittizia di Tobey Marshall, meccanico ed esperto pilota di corse clandestine accusato ingiustamente di omicidio che decide di portare a galla la verità sulla morte di un suo caro amico sfidando l'omicida nella più costosa e veloce gara clandestina mai concepita, la "De Leon". Tale corsa, organizzata da un misterioso organizzatore noto come Monarch, contrappone 8 piloti e le rispettive supercar e in palio per chi arriva primo ci sono le auto degli avversari, quindi un piatto pesante qualche milione di dollari.

Innanzitutto la realizzazione mi ha particolarmente colpito, in quanto non sono stati usati effetti digitali ma riprese alla vecchia maniera con il massiccio impiego si stuntman e centinaia di auto da sfasciare. Ovviamente non si trattava di auto originali, ma di repliche fedelissime basate su progetti costruttivi forniti dalle case madri in modo tale che le copie risultassero il più verosimili possibili (e meno male, con un brand così uno come minimo si aspettava supercar da milioni di euro in tutta la loro bellezza e per fortuna hanno trovato un comodo escamotage per non deludere quest'aspettativa).

Le scene di guida sono uno splendore adrenalinico e coinvolgono il meglio della produzione automobilistica recente, dalla Lamborghini Sesto Elemento alla Koengisegg Agera R passando per Bugatti Veyron, GTA Spano, Ford Mustang, McLaren P1, Saleen S7 e tante altre (in tutto questo ben di dio mi verrebbe da fare l'appunto che non si è vista nemmeno una Ferrari, ma vabbè non si può avere tutto).

La storia scorre via leggera alla stessa velocità tenuta delle autovetture e viene condita da diversi siparietti che mi hanno strappato non poche risate e da numerose citazioni sia cinematografiche che automobilistiche che mi hanno strappato una lacrimuccia nostalgica invece ( come il cameo della  Potiac Firebird Trans-Am del film "Il bandito e la madama" o le scene svolte al Bonneville Speedway).

In fin dei conti la trama non è nulla di particolarmente memorabile, bella ma non straordinaria, ma di certo un film così non lo si guarda solo ed esclusivamente per quella. Lo si guarda per vedere le auto sfrecciare a folle velocità in gare pazzesche contro gli altri piloti e la polizia, ed in questo Need for Speed centra in pieno il risultato, impiegando la trama come sapiente collante tra una corsa e un'inseguimento.

Perchè è questo lo spirito di Need for Speed, del vero Need for Speed che ha avvicinato tanta gente al mondo delle auto facendoli divenire degli appassionati sfegatati.


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