martedì 22 agosto 2017

187 Ride or Die : Il calderone delle corse arcade

                         
Era il lontano 2005 quando la francese Ubisoft, che ancora non stava sfornando titoli su titoli della serie di Assasin's Creed, decise di fare un incursione nel mondo dei videogiochi di guida arcade proponendo il suo 187 Ride or Die.
Il numero del titolo deriva dal codice impiegato dal sistema penale della California per indicare l'omicidio, mentre il resto vi mette bene in chiaro cosa dovrete fare durante il gioco.

Guidare o morire, questo dovrà farè il protagonista Buck durante la storia del gioco. Egli è un piccolo delinquente dalle buone capacità di guida che verrà inviato dalla sua gang in missioni sempre più rischiose contro la mafia messicana per il controllo delle attività criminali nella malfamata zona Sud di Los Angeles.

Il parco veicoli incorpora una trentina di vetture prive di licenza ma facilmente riconoscibili esteticamente che vanno dalle classiche muscle car statunitensi alle vetture sportive europee e nipponiche passando per i classici SUV immancabili in un gioco di questo tipo (giuro che tra quelli c'è ne anche uno che ricorda in maniera inquietante lo Hyundai Terracan). Non aspettatevi minimamente le estreme modifiche di Need for Speed o Midnight Club, qui l'unica cosa che potrete cambiare alle vostre auto è il colore.

La differenza tra le vetture si sente e subiscono danni in maniera abbastanza accurata (certo, non sono realistici ma di certo sono anni luce aventi rispetto a quelli inesistenti di Gran Turismo). Codesti danni non saranno procurati solo dalle sportellate degli avversari ma anche da i conflitti a fuoco che si scateneranno durante le gare. Ogni auto infatti avrà un copilota armato di tutto punto che si occuperà di riversare una baraonda di fuoco sui malcapitati concorrenti.

La grafica del gioco è nella media, non fa gridare al miracolo ma nemmeno è da buttare mentre il comparto sonoro incorpora la classica selezione di brani rap e hip-hop che non fa di certo strappare i capelli per la celebrità dei pezzi proposti.

La trama poi è estremamente piatta esattamente come i vari personaggi e passa via veloce come lo sfondo dei tracciati che saremo chiamati ad affrontare in varie missioni che prevedono per la maggior parte la vittoria in una gara clandestina o l'eliminazione dei veicoli avversari un'arena. Alcune variazioni sul tema saranno delle fughe dalla polizia, l'assalto a dei convogli motorizzati o la consegna di autobombe.

Esaustiva invece è la modalità multiplayer in due giocatori che regalerà qualche ora di forsennato divertimento in succulenti duelli uno contro uno.

Pare quasi che la Ubisoft non si sia impegnata più di tanto per realizzare questo titolo, infatti qualche sforzo in più magari lo avrebbe fatto uscire dalla soglia della sufficienza.

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