venerdì 18 agosto 2017

007 Racing : Il nome non basta


Spesso accade che qualcuno pensi che basti un nome blasonato per garantire la qualità di una cosa qualsiasi, venendo puntualmente smentito.

E' ciò che è accaduto nel lontano 2000 con il videogioco 007 Racing, pubblicato dalla Electronic Arts Canada sfruttando la scia del riuscito Tomorrow Never Dies. Ma se quest'ultimo si basava sul noto film interpretato da Pierce Brosnan, il primo propone una trama originale che vede James Bond impegnato nel recupero di una delle vetture speciali realizzate dal reparto Q della MI6 che è stata rubata da degli spietati trafficanti d'armi.

In tutto sono 15 missioni in cui le citazioni ai vari film dell'agente 007 si sprecheranno, cominciando dalle vetture che si potranno utilizzare. Sono disponibili cinque auto in totale che spaziano dalla leggendaria Aston Martin DB5 alla futuristica Lotus Esprit Type 82 passando per le moderne BMW Z3, Z8 e E38 750iL.

Proprio le fide compagne a quattro ruote di James sono la parte migliore della realizzazione grafica, in quanto il resto, pur essendo stato sviluppato sul motore grafico di quel classicone che è Need for Speed : High Stakes, non è all'altezza presentando una grafica abbastanza grezza e confusionaria. 

Il sonoro è anch'esso abbastanza mediocre, in quanto la soundtrack è composta unicamente da degli arrangiamenti fatti maluccio delle classiche colonne sonore dei vari 007. Almeno si salva il doppiaggio che è stato eseguito dagli attori originali dei vari film. 

A livello di gioco il titolo è salvabile, in quanto le 15 missioni sono abbastanza varie tra loro prevedendo missioni di esplorazione, di inseguimento, di raccolta componenti, di salvataggio ostaggi e di distruzione di determinati obbiettivi. Preventivate però che la difficoltà è molto elevata, tanto da scatenare la frustrazione più nera nel giocatore (con tutte le conseguenze che ne derivano). 

Divertente è anche la modalità multigiocatore divisa nelle modalità Deathmatch e "Passa la bomba", anche se lo spleet screen rende ancora più confusionaria la grafica già di per se messa male.

Un ennesima dimostrazione che non basta un nome blasonato a fare un gioco memorabile, anche se un giretto vale la pena di spendercelo sopra (magari se siete fan sfegatati della spia britannica per eccellenza). 

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